Intervista a Nicola Cincotta, autore del romanzo “La congiunzione imperfetta della solitudine”.

Intervista a Nicola Cincotta, autore del romanzo “La congiunzione imperfetta della solitudine”.

Nicola Cincotta (Messina, 1985) pubblica nel 2014 per Kimerik il suo primo romanzo, “Tasso alcolico 7.7%”; l'anno successivo i suoi racconti vengono inseriti nelle raccolte di varie case editrici. Dopo undici anni di apparente pausa, si ripropone al pubblico con una scrittura più consapevole e matura, pubblicando per Bookabook “La congiunzione imperfetta della solitudine” (2025).
 
 
«Di cosa parla il tuo nuovo romanzo “La congiunzione imperfetta della solitudine”?»
Il mio nuovo romanzo, come si può intuire dal titolo, parla di solitudine. La storia è quella di un uomo, il Dottore, che fa i conti con le conseguenze delle sue scelte. In particolare, la scelta che segna uno spartiacque nella sua vita è stata quella di lasciare un' esistenza apparentemente appagante, ma che non sentiva  sua, per abbracciarne una ben più solitaria. Nonostante il tema centrale sia la solitudine, e il timbro principale sia quello introspettivo, non mancano i colpi di scena, gli incontri con altre storie e personaggi, che avranno un peso nella crescita interiore del protagonista.
 
«La figura del protagonista, chiamato semplicemente “Dottore”, è volutamente sfuggente: quanto hai lavorato per delineare un personaggio che dicesse più per sottrazione che per esposizione diretta?»
Prima di cominciare a scrivere, ho pensato molto al personaggio principale che poi avrebbe guidato tutta la storia. Ho puntato su determinate caratteristiche, in primis quella di essere una persona silenziosa, sfuggente e per certi tratti anche passiva. Oltre a queste, dovevano emergere altri tratti ancora più importanti come la sensibilità, l'intelligenza e il carisma. Non a caso, nonostante il suo senso di solitudine e inadeguatezza, intorno a sé il Dottore avrà sempre persone che gli vogliono bene. Aggiungerei che non è mai facile togliere qualcosa per cercare di renderla ben visibile. Spero di esserci riuscito.
 
«Nel tuo libro la solitudine non è mai romanticizzata ma è trattata come qualcosa di concreto, quotidiano, a tratti logorante. Come definiresti la ricerca spasmodica di solitudine del Dottore, alla luce della storia che hai narrato?»
Parto dal presupposto che la solitudine è un concetto troppo complesso e ampio per poterlo riassumere e farlo vivere attraverso i personaggi. Nel romanzo, attraverso la vita del Dottore (ma anche di altri personaggi, tra cui Veronica), ho provato a spiegarne diversi aspetti. Ad esempio, all'inizio del romanzo, il Dottore cerca disperatamente una via di fuga, una salvezza che poi avverrà con la scelta di lasciare tutto e andare a vivere ai piedi delle Alpi, intraprendendo una vita solitaria. Ma, successivamente, sarà proprio la stessa solitudine che dopo vent'anni da quella scelta lo tormenterà. Questo per dire che la solitudine non può essere definita in modo categorico: giusta o sbagliata che sia,  deve comunque essere vissuta nel pieno dei suoi aspetti migliori. Per quanto mi riguarda personalmente, io vedo la solitudine come un aspetto positivo della mia vita. E' un modo per ricaricare le batterie, dare ordine a pensieri e sentimenti, e conoscere meglio se stessi.
 
«Il rapporto padre/figlia attraversa il romanzo come una ferita mai rimarginata. Scrivere di paternità è stato più difficile o più necessario rispetto ad altri temi affrontati?»
Scrivere di paternità è stato molto difficile. Sia perché non sono padre, sia perché descrivere un rapporto del genere non è mai facile. Credo che l'amore tra genitori e figli sia unico, forte e indissolubile, anche in situazioni difficili e complesse come in questa storia.
Da un punto di vista narrativo, è stato anche una necessità per dare ancora più profondità ai tormenti del Dottore. Proprio lui, infatti, lascia la famiglia per isolarsi ma allo stesso tempo l'amore per la figlia sarà il motore pulsante della sua vita. Ricercherà questo amore anche attraverso delle lettere per lei che non spedirà mai. Questo perché è incapace di gestire i suoi errori e la smisurata grandezza di questo sentimento.
 
«Nel corso della narrazione i rapporti sentimentali sembrano sempre segnati da una forma di asimmetria. Pensi che l'amore, per essere tale, debba sempre accettare una quota di imperfezione?»
L'amore, quello vero e autentico, non conosce confini né fine. Quando ho pensato a un uomo solitario, l'ho immaginato anche come un uomo che dentro sé portava un amore incontenibile. Un uomo che amava tanto ma che non riusciva a dimostrarlo.
Dal mio punto di vista, l'amore non è mai perfetto e non deve esserlo. L'amore è quel sentimento che bisogna alimentare sempre, e che proprio le imperfezioni rendono unico. Quando viene mostrato un amore perfetto non ci credo affatto. L'amore non è qualcosa di piatto e  statico.
Un amore imperfetto ci darà da lavorare per tutta la vita.
 
«Il protagonista cerca una via di fuga dalla sua vita, ma scopre ben presto che non si può davvero scappare da sé stessi. Quali messaggi hai voluto trasmettere attraverso questa intensa vicenda?»
Il messaggio principale non è a portata di mano, né tanto meno è scritto chiaramente, ma si può trovare celato tra le righe. E' stata una scelta voluta. Mi piacerebbe che il lettore non si fermasse solo a leggere la storia, ma a riflettere sui tanti punti affrontati dal libro.
Il mio messaggio principale è la speranza. Il Dottore nei primi capitoli dichiara apertamente che per vivere gli basterebbe un microsecondo di pace assoluta, di felicità. Solo un attimo per dare senso alla sua vita. Infatti, sostanzialmente, lui vive e spera in questo. Devo dire che, in un modo o nell'altro, riuscirà nel suo intento. Questo perché in fondo, nonostante le difficoltà, lui ha sempre sperato e non si è mai arreso.
Non bisogna mai arrendersi di fronte alle avversità della vita, bisogna sempre lottare. Credere fortemente nei nostri sogni. Questo è il mio messaggio.
 
«La congiunzione imperfetta della solitudine” è pubblicato da Bookabook, una realtà editoriale molto particolare. Vuoi parlarcene?»
Quando un amico mi ha parlato di Bookabook e me l'ha  consigliato,  lì per lì sono rimasto un po' perplesso. Non sapevo bene come si organizzasse una campagna di crowdfunding, e raggiungere 200 preordini in 100 giorni per un esordiente come me (mi sento tale anche se ho già pubblicato oltre dieci anni fa'), sembrava un risultato impossibile. Mi chiedevo come avrei potuto fare e se il passaparola sarebbe stato sufficiente. Però sai, la notte stessa mi sono alzato nel cuore della notte con la convinzione che ce l'avrei fatta. Ho creduto principalmente nel valore della mia opera. In effetti,   qualche settimana dopo il mio romanzo è stato accettato proprio da Bookabook.
Per me Bookabook è stato un valore aggiunto al lavoro complessivo. L'esperienza è positiva, va oltre ogni aspettativa. Sono stato e sono tutt'ora supportato dalla casa editrice su ogni aspetto. Devo dire che ha aumentato la voglia di continuare a scrivere e creare nuovi progetti.
 
 
Contatti
https://www.instagram.com/nicola.cincotta/
https://bookabook.it/libro/la-congiunzione-imperfetta-della-solitudine/
https://www.amazon.it/congiunzione-imperfetta-della-solitudine/dp/B0G27HD29R/
https://www.facebook.com/nicola.cincotta

bookabook, cincotta, crownfunding, letteratura, lettura, libro

Articoli correlati

Interviste

Luisiana racconta “Millie Bobby Brown”

23/12/2025 | lorenzotiezzi

Con “millie bobby brown”, luisiana debutta con un brano che fonde il fascino degli anni '80 a un suono contemporaneo, fatto di synth, texture organiche e melodie c...

Interviste

Intervista a Dario Migliorini, autore del romanzo noir “Gli anni sospesi”.

13/11/2025 | Bookpress

Dario migliorini (codogno, 1971) è uno scrittore, musicista e critico musicale. Ha pubblicato in self-publishing nel 2020 “coupe deville (frank è tornato a casa)”, ...

Interviste

Liviae racconta Confusional (Amore)

12/11/2025 | CarolinaElle

Di livia ce ne sono tante, e ancor di più su spotify, parlando di musica. Per questo il nome di questa songwriter di roma si ispira al genitivo latino. Il genitivo signi...

424958 utenti registrati

17180381 messaggi scambiati

19677 utenti online

31346 visitatori online