NIGHTGUIDE INTERVISTA TIMOTHY MOORE

NIGHTGUIDE INTERVISTA TIMOTHY MOORE

Timothy Moore, artista italo-inglese esce col nuovo album da solista Where Dreams Are Made (OurTime/Believe) dopo anni di carriera indipendente come leader della band Mood. Nel nuovo progetto c'è l'innegabile istinto per l'orecchiabilità dei fratelli Gallagher, l'ambiguità lasciva di Brett Anderson, il senso della scena di Jarvis Cocker, la poliedricità di Damon Albarn, e per finire, la sana abilità del non prendersi troppo sul serio di Gaz Coombes.
Moore non si è limitato a riciclare stili di un passato idealizzato, ha  girato il mondo, fatto esperienze di vita e musica, ha rielaborato il britpop, facendolo suo, attualizzandolo.
La prima canzone che ricordi di aver ascoltato?
Già da bambino facevo fatica ad andare a letto presto, quindi mia madre metteva su delle musicassette di storie inglesi piene di canzoncine, oppure della musica classica... Allora riuscivo ad addormentarmi. Quelli sono sicuramente i miei primi ricordi musicali, poi, un po' più grandino, ho conosciuto i Queen. Non ricordo quale fosse la primissima canzone che ho sentito del magico quartetto, ma ricordo di aver capito che volevo fare il cantante e suonare tutti gli strumenti!
 
Cosa ci dici sul tuo nuovo album?
Sono davvero contento del risultato! È un album importantissimo per me in quanto è il primo da solista! Ci ho messo veramente l'anima e credo che nella musica si senta la passione e l'onestà nei riguardi della stessa. Ho lavorato con due produttori su questo disco, due talenti immensi che mi hanno aiutato nel passaggio dall'essere parte di una band ad essere solista e a tirar fuori tutto me stesso! Questo disco mi rappresenta al 100%! Rappresenta il luogo dove i sogni vengono creati e a volte si trasformano in realtà.
 
Come scegli i titoli delle canzoni e cosa c'è dietro al titolo dell'album?
Come dicevo il disco viene dal luogo dove i sogni sono creati. Nasce dalle emozioni più profonde dell'essere umano. Sognare è una di quelle. Credo fermamente nel potere dei sogni come benzina per l'uomo! Quando smetti di sognare sei pronto per farti rottamare! Sognare ti fa mantenere le qualità più bambinesche (nel senso buono) che spesso perdiamo. Il disco rappresenta il non arrendersi ed il seguire i propri sogni che per diventare realtà hanno bisogno di un po' d'aiuto da chi li sogna. I titoli delle canzoni (come le canzoni stesse) normalmente sorgono in modo spontaneo. Non ci penso troppo, di solito seguo l'istinto, o l'istinto segue me... non so...
 
La traccia del disco a cui sei più legato e perché?
Ê come scegliere tra 10 figli, compro una vocale!! Sinceramente non sono in grado di scegliere. Va a periodi... le amo tutte allo stesso modo anche se “5 In The Morning” e “Lost At Sea” hanno sicuramente acquisito un valore speciale in quanto hanno fatto da apripista al disco e lo hanno fatto molto bene. In più sono due canzoni molto intense! 
 
Secondo te, c'è una musica "fuori moda"?
Secondo me il termine “moda” già indica qualcosa di passeggero! Tutti ormai sappiamo che la storia si ripete in cicli; la ciclicità degli eventi è stata trattata da vari filosofi e pensatori. Con questo voglio dire che tutto si ripete, quindi anche le mode. Qualcosa può essere fuori moda adesso ma probabilmente tornerà fra un po' di anni! Quindi, il concetto dell'essere fuori moda in realtà si riduce ad una mera questione di tempo!
 
Per te la scrittura/composizione è catartica?

Sicuramente! Per me scrivere è una medicina, una cura per l'anima! Le persone svolgono le attività più svariate per cercare di liberarsi dalle proprie angosce etc. Io scrivo!!! E funziona benissimo. Il termine Catarsi indicava una cerimonia di purificazione; ogni volta che scrivo qualcosa di nuovo che mi piace, o quando faccio un live, ecco, mi sento purificato e di conseguenza very very very happy!!
 
Da dove viene il tuo amore, la tua passione per il brit pop?
Beh, sicuramente il fatto che io sia un ibrido Italian/British = Britalian ha aiutato! Il Britpop mi ha colpito al cuore da subito, mi riconoscevo con lo stile musicale, il look, quella cultura inglese di cui faccio parte. Avendo vissuto in vari paesi, spesso mi mancava l'Inghilterra ed essere parte del Britpop mi faceva sentire a casa! Senza contare che la qualità musicale era altissima, non a caso durante l'epoca del Britpop si sono affermati vari musicisti che ormai sono leggende.
 
La canzone che avresti voluto scrivere?
Chopin - Nocturne op. 9 No. 2.
 
E una invece che ti piace cantare in un karaoke?
Gangsta's Paradise di Coolio (ride, NdA).
Quella che vorresti fosse suonata al tuo funerale?
La vita le bela di Cochi e Renato!
 
Cosa c'è nella playlist del  tuo smartphone? 
Nulla! Veramente, non ho una playlist nello smartphone. Ascolto la musica preferibilmente da impianti stereo con cassone. Per me ascoltare qualcosa è un'esperienza sensoriale durante la quale mi immergo completamente nella musica...non mi piace ascoltare musica mentre svolgo altre attività in quanto mi da fastidio sentire qualcosa come sottofondo. Parte della mia giornata è dedicata all'ascolto, quando ascolto faccio solo quello. Comunque, tra gli artisti che sto ascoltando ultimamente ci sono Yungblud, Sam Fender, Jamie T, più quelli che ascolto da tutta la vita tipo Blur, Supergrass, Queen etc etc etc.....a volte anche quel ragazzo fenomenale bravissimo che ha appena pubblicato un disco chiamato “Where dreams are made”, come si chiama? Ah si...Timothy Moore!
 

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